Riflessione · Fede

Sant’Agostino: il cuore inquieto

Un passo delle Confessioni sul desiderio di Dio, con traduzione dal latino e commento.

Testo di santo e commento

Dal testo

Tu excitas, ut laudare te delectet, quia fecisti nos ad te et inquietum est cor nostrum, donec requiescat in te.

Traduzione italiana

Tu ci desti al desiderio di lodarti, perché ci hai fatti rivolti a te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in te.

Traduzione originale TV Pater dal latino.

La voce di TV Pater

Agostino apre le Confessioni rivolgendosi a Dio. La sua ricerca non è raccontata soltanto come un itinerario intellettuale: è già preghiera. Il cuore inquieto è il cuore di una creatura fatta per il Creatore, capace di desiderare un bene che nessun possesso può esaurire.

Queste parole non disprezzano gli affetti, il lavoro o la bellezza del mondo. Invitano a riceverli come doni, senza chiedere loro di essere Dio. Una relazione si appesantisce quando pretendiamo che risolva ogni nostra mancanza; si libera quando impariamo ad amarla nella sua verità.

Puoi portare nella preghiera un desiderio che ti abita. Chiedi al Signore di purificarlo e orientarlo, invece di nasconderlo. La domanda di Agostino ci accompagna a cercare il riposo in una comunione viva con Dio.

Fonte: Confessioni I, 1, 1. Testo storico; commento originale distinto dal passo citato.

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