Riflessione · Famiglia

Amare in famiglia senza voler controllare

La cura lascia spazio alla libertà: una riflessione sulle attese e sull’ascolto.

Composizione originale

Desiderare il bene di una persona non significa conoscere già tutte le sue scelte. In famiglia questa distinzione è faticosa: abbiamo una storia comune, conosciamo le fragilità degli altri e vorremmo risparmiar loro ogni inciampo. La preoccupazione può così diventare controllo.

Pregare per un figlio, un genitore o il proprio coniuge può cominciare da una domanda rivolta a noi stessi: quale parte della mia attesa viene dall’amore e quale dalla paura? Non serve rispondere subito. Basta lasciare che la domanda renda meno rigide le nostre parole.

La libertà non cancella la responsabilità. Si possono esprimere preoccupazioni, stabilire confini e cercare un confronto. Ma l’altro rimane una persona da incontrare, non un progetto da realizzare. Oggi prova ad ascoltare una risposta fino alla fine, senza preparare già la tua replica.

Una parola da condividere

Invia questa lettura a una persona che hai nel cuore.

WhatsAppTelegram