Dio di Abramo, di Sara e di ogni uomo in cammino,
tu hai ascoltato il grido del tuo popolo nella terra straniera
e hai accompagnato la santa Famiglia sulla via dell’esilio.
Volgi lo sguardo a chi lascia la propria casa
per la guerra, la fame, la persecuzione o la mancanza di futuro.
Proteggi chi attraversa deserti, mari e frontiere;
sostieni chi attende una decisione che cambierà la sua vita;
consola le famiglie separate
e accogli nella tua pace quanti sono morti lungo il viaggio.
Non permettere che i loro nomi scompaiano dietro i numeri.
Ti affidiamo soprattutto i bambini e gli adolescenti:
chi viaggia solo, chi ha perduto i genitori,
chi porta nel corpo e nella memoria ferite troppo grandi.
Metti accanto a loro adulti affidabili,
porte sicure, scuole accoglienti,
cure competenti e amicizie capaci di restituire fiducia.
Difendili dalla tratta, dallo sfruttamento e da ogni violenza.
Benedici gli operatori Caritas, i volontari, gli educatori,
i soccorritori, i mediatori, i medici e le autorità pubbliche.
Dona loro lucidità, perseveranza e rispetto per ogni persona.
Liberali dall’illusione di poter fare tutto da soli
e dalla tentazione di non fare nulla perché il problema è grande.
Converti anche noi, Signore.
Guarisci la paura che inventa nemici,
l’indifferenza che cambia strada,
la compassione breve che non diventa responsabilità.
Insegnaci un’accoglienza prudente e generosa,
capace di unire protezione, legalità, lavoro e partecipazione,
senza umiliare chi riceve aiuto.
Gesù, straniero accolto e rifiutato,
fa’ che riconosciamo il tuo volto in chi bussa.
Rendi il Mediterraneo non una tomba,
ma un mare attraversato da vie di pace.
E quando incontriamo una persona venuta da lontano,
donaci la grazia di ascoltare una storia,
pronunciare un nome
e preparare insieme un futuro più umano. Amen.
