Davanti al dolore di una persona cara vorremmo trovare la frase che rimette tutto a posto. Questa fretta può nascere dall’amore, ma anche dalla nostra fatica a restare davanti a ciò che non controlliamo. Chi soffre potrebbe avere bisogno, prima di tutto, di non dover rassicurare anche noi.
Possiamo chiedere: che cosa ti sarebbe utile oggi? Una commissione, un pasto, una presenza silenziosa, una mano per cercare un aiuto competente. Offerte precise sono spesso più facili da accogliere di una disponibilità generica che lascia all’altro tutto il compito di organizzarsi.
Anche la preghiera può farsi delicata. Si può domandare se l’altro desidera pregare insieme, rispettando un silenzio o un rifiuto. La fede non ci obbliga a spiegare ogni dolore. Ci invita a non lasciare sola la persona che lo attraversa.
