Oltre 380 leader religiosi chiedono disarmo e dialogo; Leone XIV invita a sostituire l’arroganza con negoziato e comprensione.
L’appello conclusivo di oltre 380 leader
ASSISI, ITALIA — L’Incontro internazionale “Pace disarmata e disarmante” si è concluso il 27 ottobre davanti alla Basilica inferiore di San Francesco con un appello rivolto alla comunità mondiale: uscire dalla logica della guerra attraverso dialogo, disarmo e responsabilità condivisa. La Comunità di Sant’Egidio aveva convocato dal 25 ottobre oltre 380 rappresentanti di Chiese cristiane e di tradizioni ebraiche, musulmane, buddhiste, shintoiste, zoroastriane, sikh, hindu e taoiste. Dopo momenti di preghiera distinti, nel rispetto dei diversi riti, i partecipanti hanno raggiunto insieme la cerimonia finale.
Il testo chiede di trasformare armi e spese militari in acqua, cibo, scuola, lavoro, aria pulita, città vivibili e cure accessibili. Respinge inoltre ogni pretesa di fare la guerra in nome di Dio. La consegna dell’appello a un gruppo di bambini e l’accensione dei candelabri hanno espresso la volontà di affidare l’impegno alle generazioni future, senza presentare il gesto simbolico come una soluzione già raggiunta.
Leone XIV: preghiera, negoziato e comprensione
Nel videomessaggio rivolto ai partecipanti, Leone XIV ha descritto la preghiera come la forza umile dei credenti anche quando appare debole davanti ai poteri del mondo. Il Pontefice ha chiesto che la ricerca comune della pace tocchi il cuore di chi sceglie guerra e terrorismo e faccia crescere, nelle comunità religiose e nella società, un linguaggio di pace, negoziato e comprensione al posto dell’arroganza.
Il messaggio pontificio completa, senza duplicarlo, il racconto degli interventi mattutini già presenti nell’archivio di Radio TV Pater. Quel testo documentava le parole del Patriarca ecumenico Bartolomeo e del cardinale George Koovakad quando la celebrazione finale non era ancora avvenuta. Il nuovo sviluppo è l’appello effettivamente proclamato, insieme alla parola di Leone XIV e alla decisione sulla prosecuzione del percorso.
Il cammino proseguirà a Genova
L’arcivescovo di Genova Marco Tasca ha invitato i partecipanti nella città ligure per l’edizione del 2027. Ha presentato Genova come porto e crocevia, luogo adatto a mantenere aperto il dialogo fra persone e popoli. L’annuncio dà una destinazione concreta alla continuità annuale dello “Spirito di Assisi”, nato quarant’anni fa dalla giornata convocata da Giovanni Paolo II.
La conclusione di Assisi non autorizza letture trionfalistiche: i conflitti richiamati dai leader restano aperti. Il valore verificabile dell’incontro sta nell’ampiezza delle tradizioni presenti, nel rifiuto condiviso della giustificazione religiosa della violenza e nell’impegno a ritrovarsi. La prossima verifica sarà il programma di Genova, ancora da definire, e la capacità delle comunità partecipanti di tradurre l’appello in iniziative locali e diplomatiche.
Fonti e documentazione
Articolo originale della redazione Radio TV Pater. Per verificare i fatti e approfondire, puoi consultare i documenti indicati. I testi delle fonti non vengono ripubblicati integralmente.
- AgenSIR, Appello di pace conclusivo ad Assisi, 27 ottobre 2026
- AgenSIR, videomessaggio di Leone XIV ai leader religiosi, 27 ottobre 2026
- AgenSIR, annuncio dell’incontro 2027 a Genova, 27 ottobre 2026
Data dei fatti: 27 ottobre 2026. Pubblicazione redazionale: .
