Riflessione · preghiera, solitudine, aridità, paura, ansia

Come pregare quando ci si sente soli

Un metodo semplice in cinque passi (respiro, verità a Dio, Parola, preghiera ripetuta, gesto concreto) per vivere la solitudine come luogo di incontro con Dio, con un’orazione pronta da usare, riferimenti ai Salmi e indicazioni pratiche per la costanza quotidiana.

Composizione originale

Prima di tutto: la solitudine non è un’assenza di preghiera, è un luogo della preghiera.

Nei Salmi chi prega è spesso solo: «Mi sono ridotto come un uccello solitario sul tetto» (Sal 102,8), «Guarda a destra e vedi: nessuno mi riconosce» (Sal 142,5). La Scrittura non chiede di uscire dalla solitudine per pregare, ma di pregare dentro la solitudine. Gesù stesso si ritirava in luoghi deserti e, nel Getsemani, i suoi dormivano mentre Lui pregava solo.


Un metodo in cinque passi (10-15 minuti)


Chiudi con un gesto concreto. Concludi con un Padre nostro e poi compi un’azione piccola e reale: scrivi a una persona, telefona, fai una visita, offri qualcosa a qualcuno. La solitudine pregata tende a trasformarsi in comunione, ma ha bisogno di un passo visibile.

Una preghiera pronta da usare


Signore, eccomi, e mi sento solo.

Non ho parole belle, ho solo questo peso.

Tu che hai conosciuto l’abbandono nell’orto degli ulivi,

resta con me in questo silenzio.

Fa’ che non lo viva come un vuoto, ma come uno spazio dove puoi entrare.

Ricordami che sono conosciuto per nome, atteso, voluto.

Donami una persona da amare oggi, e un cuore capace di lasciarsi amare.

Amen.


Tre indicazioni pratiche


Ciao, e che il Signore ti sia vicino

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