Ci sono giorni in cui chiamiamo fiducia il desiderio che tutto accada come abbiamo previsto. Quando il programma cambia, ci sembra di aver perso anche la fede. Ma affidarsi a Dio non equivale a conoscere in anticipo l’esito delle cose.
La preghiera può ospitare una domanda aperta. Possiamo dire che abbiamo paura, che siamo delusi o che non comprendiamo. Non dobbiamo produrre sentimenti rassicuranti per presentarci davanti al Padre. La sincerità è già una forma di relazione.
Dentro l’incertezza rimane uno spazio di responsabilità: una telefonata da fare, un consiglio da chiedere, un compito da svolgere con cura. Il passo possibile non risolve l’intero futuro, ma ci riconsegna al presente. La speranza cristiana sostiene questo cammino senza autorizzarci a ignorare la realtà.
