Amiamo con i fatti e nella verità: la carità in 1 Giovanni 3,16-18
Riflessione esegetica originale sull’amore riconosciuto nel dono di Cristo, sui beni condivisi e sulla distanza fra parole religiose e bisogno concreto.
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Riflessione esegetica originale sulla carestia narrata in Genesi 41 e sulla responsabilità di amministrare il cibo perché la vita non diventi ostaggio della paura o del potere.
Leone XIV ha approvato l’elezione compiuta dai cardinali dell’Ordine dei Vescovi. Tagle succede al cardinale Giovanni Battista Re, che diventa decano emerito.

Il 20 dicembre 1993, Padre Pellegrino Ernetti O.S.B. tiene una catechesi incentrata sull'articolo del Credo relativo all'incarnazione del Figlio di Dio (numeri 422 e seguenti del Catechismo della Chiesa Cattolica). Spiega che l'incarnazione risponde alla logica d'amore di Dio, il quale, essendo l'Amore assoluto e avendo creato l'uomo a sua immagine e somiglianza, interviene per salvare la sua creatura e l'intero universo. Partendo dall'annunciazione a Maria e riflettendo sulle figure della Madonna e di San Giovanni Crisostomo, il relatore sottolinea l'importanza del "nulla" di sé come condizione necessaria affinché Dio possa operare e nascere nel cuore dell'uomo. Infine, offre una riflessione sul vero significato dell'augurio di buon Natale: spogliarsi della propria umanità peccatrice per far nascere Cristo in sé e amare il prossimo donando Gesù.
Riflessione esegetica originale sul buon pastore, sul mercenario e sull’unico gregge: il ministero come conoscenza personale, custodia e dono della vita.
Riflessione esegetica originale sul buon pastore: il dono della vita di Cristo, il discernimento dei pastori e una comunione che non cancella le differenze.
Riflessione esegetica originale sul rapporto tra preghiera, medicina e responsabilità: il Siracide presenta il medico e i rimedi come doni di Dio, senza promettere guarigioni automatiche.

Gianfranco Ravasi approfondisce la teologia biblica della paternità di Dio nel Nuovo Testamento, analizzando in particolare l'apporto dei vangeli giovannei e delle lettere paoline. Attraverso il confronto tra il Padre Nostro, la preghiera di Karl Rahner e il magistero di Giovanni e Paolo, viene esplorato il legame unico tra il Padre e il Figlio (Cristo) e la filiazione estesa a tutta l'umanità.

Dalla chiesa di San Pio a San Giovanni Rotondo, Francesco Bosco presenta una raccolta di testimonianze e ricordi sulle convinzioni di San Pio da Pietrelcina riguardo alla virtù della fede, illustrandone il valore come dono divino da custodire e alimentare attraverso la preghiera e la fiducia.
Riflessione esegetica originale sul potere trasformato dal servizio: il cammino dei discepoli, le parole greche di Gesù e la responsabilità di custodire la comunione.
Il PDF raccoglie materiali liturgici dedicati a san Giovanni Damasceno: una presentazione biografica, indicazioni di meditazione, letture bibliche e preghiere della celebrazione. Le parti leggibili collegano la custodia e la trasmissione della fede all’impegno spirituale quotidiano e alla responsabilità evocata dalla parabola dei talenti. La risorsa può aiutare nella preparazione della preghiera personale, di incontri comunitari o di interventi di commento alle letture. Le immagini disponibili, tuttavia, tagliano ampie porzioni del documento: il Vangelo e la colletta risultano leggibili, mentre la biografia e diversi altri testi sono incompleti.
Nell’Angelus pronunciato in Piazza San Pietro il 5 gennaio 2025, papa Francesco commenta il Vangelo di Giovanni presentando Gesù, Verbo fatto carne, come luce che le tenebre non possono vincere. Attraverso gli incontri e le difficoltà narrati nel contesto del Natale, sottolinea un amore divino che raggiunge le persone senza lasciarsi fermare da chiusure, povertà e divisioni. La riflessione diventa un invito concreto: prendere l’iniziativa nella vicinanza a chi soffre, nel perdono, nella compassione e nella riconciliazione, in famiglia e nella società. Il nuovo anno e il Giubileo appena iniziato costituiscono il contesto dell’esortazione a essere messaggeri di speranza. Dopo la preghiera, Francesco saluta diversi gruppi di fedeli e pellegrini, valorizza il lavoro degli insegnanti di religione e rinnova l’appello per la pace. Chiede alla comunità internazionale di tutelare il diritto umanitario e denuncia gli attacchi contro civili, scuole, ospedali e luoghi di lavoro.
La pagina della Santa Sede rende consultabile in italiano il discorso di Giovanni Paolo II per il settantesimo anniversario della Radio Vaticana, datato 13 febbraio 2001. È una risorsa documentaria sulla missione ecclesiale dell’emittente e sulle sfide tecnologiche ed editoriali descritte in quel momento storico. Il testo ricorda il lavoro dei collaboratori, le trasmissioni del Grande Giubileo e il rapporto fra informazione, evangelizzazione e formazione professionale. Può essere utile a redazioni, studiosi della comunicazione religiosa e operatori pastorali. La pagina presenta opzioni linguistiche e un’indicazione relativa alla generazione del PDF, senza consentire di verificarne qui il funzionamento.
La guida raccoglie contributi di numerosi autori per accompagnare il lettore nella comprensione dell’Antico e del Nuovo Testamento. Il percorso integra storia, geografia, archeologia, formazione dei libri, generi letterari, interpretazione teologica e preghiera. L’apertura di Carlo Maria Martini indica nella lectio divina il passaggio decisivo dallo studio alla familiarità orante con la Scrittura. Le sezioni successive sviluppano il tema dell’alleanza, presentano la storia di Israele e il contesto di Gesù, spiegano i metodi esegetici e approfondiscono Cristo, la Chiesa, la morale, Maria e la spiritualità biblica. Un’attenzione specifica è riservata alla lettura ebraica e alle radici giudaiche del cristianesimo. La tesi ricorrente è che la Bibbia vada letta rispettando la sua concreta umanità storica e letteraria, senza ridurla né a cronaca né a raccolta di precetti isolati. La pluralità dei contributi comporta differenze di impostazione e alcune tensioni interne. La lettura è utile per la formazione biblica e pastorale, purché si distinguano insegnamenti ecclesiali, ipotesi degli studiosi e valutazioni personali degli autori.
Nella relazione presentata al 5° Convegno Ecclesiale Nazionale, a Firenze l’11 novembre 2015, Giuseppe Lorizio interpreta il nuovo umanesimo cristiano attraverso il paradigma dell’alleanza. La sua tesi è che la fede in Gesù Cristo non produca soltanto un’etica umanitaria, ma una trasformazione dell’esistenza radicata nell’unione tra umano e divino nel Verbo incarnato. Da questo fondamento sviluppa sette ambiti di responsabilità: il rapporto con la natura, l’alleanza uomo-donna, i legami fra generazioni, la solidarietà fra popoli, il dialogo fra religioni, il rapporto tra cittadini e istituzioni e la fedeltà della Chiesa a Cristo. La riflessione intreccia passi biblici, documenti ecclesiali e riferimenti filosofici con questioni concrete: sostenibilità, dignità delle donne, educazione, lavoro giovanile, migrazioni, partecipazione politica e trasparenza dei beni ecclesiastici. Ne emerge una proposta pastorale che associa accoglienza e denuncia profetica, riconciliazione e conversione. La lettura offre criteri per interrogare le comunità cristiane sulla coerenza tra celebrazione eucaristica, testimonianza e responsabilità sociale.
Il testo presenta la comunione spirituale come un’unione d’amore con Gesù presente nell’Eucaristia, praticabile anche quando non è possibile ricevere la comunione sacramentale. Ne individua gli elementi nella fede nella Presenza reale, nel desiderio di ricevere Gesù e nel ringraziamento, proponendo la formula attribuita a sant’Alfonso de’ Liguori. La trattazione insiste sulla possibilità di rinnovare questa preghiera in qualsiasi luogo e momento, durante la Messa, nelle occupazioni quotidiane e nelle situazioni di sofferenza o lontananza dalla chiesa. Una vasta serie di testimonianze attribuite a santi e figure spirituali illustra il desiderio di mantenere un rapporto continuo con Gesù Eucaristico. Il registro è devozionale ed esortativo, più che storico o sistematicamente teologico. La lettura offre spunti per la preghiera personale e per una riflessione sulla spiritualità eucaristica; richiedono invece attenzione redazionale le affermazioni sugli effetti della comunione spirituale e il rapporto con quella sacramentale, oltre alle citazioni e agli episodi privi di riferimenti documentari puntuali.
Il documento propone un itinerario cristiano sul problema del male e sulla domanda rivolta a Dio da chi soffre. Proveniente da Equipes libanesi, nasce nel contesto di lutti personali, dello tsunami ricordato nell’introduzione e degli avvenimenti del Libano del luglio 2006; la traduzione italiana è datata settembre 2008. Nove capitoli, accompagnati da preghiere e domande per il confronto, conducono dalle diverse forme del dolore alla contemplazione di Gesù crocifisso e risorto, quindi alla responsabilità personale, alla solidarietà e alla testimonianza della gioia. La tesi centrale è che la fede non offra una spiegazione risolutiva della sofferenza, ma riconosca una presenza d’amore capace di accompagnarla e trasformare la risposta umana. Il testo valorizza ascolto, compassione e vita comunitaria, soprattutto delle coppie. Richiede tuttavia una lettura redazionalmente accompagnata: contiene formulazioni teologiche radicali, riferimenti biblici imprecisi e passaggi su depressione, tristezza e ricorso ai terapeuti che rischiano di confondere l’esortazione spirituale con il giudizio sulla fragilità psicologica.

Padre Livio approfondisce la ricorrenza del 7 ottobre ricordando la storica Battaglia di Lepanto del 1571, in cui la flotta della Lega Santa, promossa da Papa Pio V e guidata da Don Giovanni d'Austria, sconfisse l'impero ottomano. L'intervento esamina la ricostruzione storica dello scontro tratta dall'opera dello spagnolo Juan Carlos Losada, analizzando le forze in campo, le tattiche militari e l'impatto decisivo che la vittoria ebbe sul destino del cristianesimo in Europa, mettendola in relazione con la devozione alla Beata Vergine Maria del Santo Rosario.
Padre Pellegrino Ernetti O.S.B. tiene una meditazione incentrata sulla figura dello Spirito Santo, presentandolo come il "Dio sconosciuto" e sottolineando che la principale crisi della società moderna e della vita spirituale dei singoli consiste proprio nel non vivere dello Spirito Santo. Richiamando l'enciclica *Dominum et vivificantem* di Papa Giovanni Paolo II e vari passi evangelici (in particolare dal Vangelo di Giovanni), il relatore evidenzia come Gesù stesso considerasse la presenza del Consolatore più preziosa e desiderabile della propria. Vengono inoltre trattati aspetti teologici fondamentali, quali la natura personale e divina dello Spirito Santo, la sua consustanzialità con il Padre e il Figlio, e la sua azione peculiare nella santificazione e nella protezione dalle insidie del maligno, richiamando anche il pensiero di Sant'Agostino sulla Trinità come amans, quod amatur e amor.

Il Cardinale Gianfranco Ravasi analizza i capitoli 7 e 9 del Vangelo di Giovanni sullo sfondo della festa ebraica delle capanne (Succot), esaminando i grandi simboli dell'acqua e della luce in dialogo con la figura di Socrate.