L'Imitazione di Cristo · Libro Terzo
Capitolo 30
Come chiedere l’aiuto divino ed aver fiducia di riottenere la grazia
1. IL SIGNORE. Figliuolo, sono io il Signore «che dà conforto nel giorno della tribolazione» (Nahum, I, 7). Tu ricorri a me solo quando c’è qualcosa che non ti va bene. Ed è soprattutto questo che pone ostacoli alla consolazione celeste, che troppo tardi tu ricorri alla preghiera. Difatti, prima di pregarmi sul serio, tu vai a cercare intanto molti altri sollievi e vai a trovare conforto in cose esteriori. Ed avviene, perciò, che ti giovi poco tutto questo, finché non ti accorgi che sono io che salvo quelli che sperano in me e che al di fuori di me non c’è valido aiuto od utile consiglio, come neppure rimedio durevole. Ma ormai, ripreso animo dopo la tempesta, riacquista nuovo vigore alla luce della mia misericordia, dato che io ti sono vicino (dice il Signore), per rinnovare ogni cosa, non solo integralmente, ma con abbondanza ed oltre misura.
2. C’è forse qualcosa che mi resti difficile? o sarò io, forse, come chi dice e non fa? Dov’è la tua fede? Sta’ sicuro e persevera. Sii uomo forte e generoso, ed, a suo tempo, ti arriverà la consolazione. Aspettami, aspettami: io verrò e ti guarirò. È solo una tentazione quella che ti tormenta, ed è una vana paura quella che ti spaventa. A che serve preoccuparsi di quel che potrebbe accadere, se non ad aggiungere tristezza su tristezza? «A ciascun giorno basta il suo male» (Matt., VI, 34). È vano ed inutile turbarsi o rallegrarsi di eventi futuri, che forse non avverranno mai.
3. Ma è proprio dell’uomo lasciarsi illudere da tali immaginazioni, ed è anche segno di animo piccino lasciarsi trascinare con tanta leggerezza a quel che ci suggerisce il nemico. Difatti lui non si preoccupa se ci illude o ci inganna con cose vere o false e se ci fa cadere con l’amore delle cose presenti o con la paura di cose future. Perciò non si turbi il tuo cuore e non si spaventi. Credi a me ed abbi fiducia nella mia misericordia. Quando tu pensi di esser lontano da me, spesso è allora che ti sono più vicino. Quando tu stimi che quasi tutto sia perduto, spesso proprio allora è l’occasione per acquistare un maggior merito. Non tutto è perduto, quando una cosa va alla rovescia. Non devi giudicare secondo quel che senti sul momento e neppure devi restartene attaccato a qualche disgrazia, da qualsiasi parte provenga, ed accettarla, come se ti fosse tolta ogni speranza di risollevarti.
4. Non crederti abbandonato del tutto, se per un po’ ti ho mandato qualche tribolazione, od anche se ti ho sottratto la consolazione che desideravi: è difatti così che si arriva al regno dei cieli. Ed è questo, senza dubbio, che serve di più a te ed a tutti i miei servi, che vi misuriate contro le avversità, piuttosto che aver tutto secondo il proprio desiderio. Io conosco i più riposti pensieri, e perciò, per la tua salvezza, serve molto che tu rimanga, ogni tanto, senza sentir nulla, sicché tu non abbia ad insuperbirti di un buon successo ed a compiacerti di te stesso, per quello che non sei. Posso toglierti quel che ti ho dato, per poi restituirtelo quando mi piaccia.
5. Quando te l’avrò dato, sappi che è mio; quando te l’avrò tolto, non avrò preso del tuo, perché mio è ogni bene concesso «ed ogni dono perfetto» (Giac., I, 17). Se ti avrò mandato una disgrazia od una qualsiasi contrarietà, non irritarti e non perderti di coraggio, perché posso ben presto risollevarti e trasformare in gioia ogni pena. E sono davvero giusto e degno di gran lode, quando ti tratto così.
6. Se giudichi rettamente e guardi in faccia la verità, non devi mai rattristarti così tanto per le avversità, ma piuttosto devi goderne e ringraziarmi; dovresti anzi considerare come unica gioia il fatto che io, affliggendoti con dolori, non ti risparmio. «Come il Padre ha amato me, così io ho amato voi» (Giov., XV, 9), ho detto ai miei amati discepoli, che certamente non ho mandato incontro alle gioie terrene, ma a grandi lotte; non incontro ad onori, ma a disprezzi; non incontro all’ozio, ma alla fatica; non incontro al riposo, ma a riportare, con pazienza, gran frutto. Ricordati, figlio mio, di queste parole.
