L'Imitazione di Cristo · Libro Terzo
Capitolo 56
Dobbiamo rinnegare noi stessi ed imitare il Cristo per mezzo della croce
1. IL SIGNORE. Figliuolo, quanto più sarai capace di uscire da te stesso, tanto più potrai venire da me. Come il non desiderar nulla al di fuori produce la pace interiore, così l’abbandonare interiormente se stessi ci unisce a Dio. Io voglio che tu impari meglio a rinunciare perfettamente a te stesso per fare la mia volontà, senza resistenze e senza lagnanze. Seguimi: «Io sono la via, la verità e la vita» (Giov., XIV, 16). Senza via, non si cammina; senza verità, non si conosce; senza vita, non si vive. Io sono la via che tu devi seguire; la verità a cui tu devi credere; la vita che tu devi sperare. Io sono via sicura, verità infallibile, vita senza fine. Io sono la via più diretta, la verità suprema, la vita vera, la vita beata, la vita increata. Se resterai nella mia vita, conoscerai la verità, e la verità ti farà libero, e raggiungerai la vita eterna.
2. «Se vuoi entrar nella vita, osserva i comandamenti» (Matt., XIX, 17). Se vuoi conoscere la verità, credi a me. «Se vuoi esser perfetto, vendi ogni cosa» (Ibid., XIX, 21). Se vuoi essere mio discepolo, rinuncia a te stesso. Se vuoi entrare in possesso della vita beata, disprezza la vita presente. Se vuoi essere esaltato nel cielo, umiliati nel mondo. Se vuoi regnare con me, porta la croce con me. Giacché i soli servi della croce trovano la via della beatitudine e della vera luce.
2. IL DISCEPOLO. Signore Gesù, poiché la tua vita era austera e disprezzata dal mondo, concedimi di imitarti nell’esser disprezzato dal mondo. «Poiché il servo non è da più del suo padrone, né il discepolo è al di sopra del maestro» (Matt., X, 24). Che si abitui il tuo servo ad imitare la tua vita, poiché in essa è la mia salvezza e la santità vera. Qualsiasi cosa io legga od ascolti al di fuori di lei, non mi rallegra né mi diletta pienamente.
4. IL SIGNORE. Figliuolo, dato che tu conosci ed hai letto tutte queste cose, sarai beato se le metterai in pratica. Mi ama davvero «chi conosce i miei comandamenti e li osserva; ed io amerò lui ed a lui manifesterò me stesso» (Giov., XIV, 21); e lo farò sedere insieme a me nel regno del Padre mio.
5. IL DISCEPOLO. Signore Gesù, che avvenga davvero come tu hai detto e promesso, e che io riesca a meritarlo. Ho ricevuto, sì, ho ricevuto la croce dalla tua mano; la porterò, e la porterò fino alla morte, così come tu me l’hai messa addosso. Ed in verità, la vita di un buon monaco è una croce, ma che conduce al paradiso. Una volta che si è cominciato non è lecito tornare indietro, né bisogna fermarsi. Suvvia, fratelli, andiamo avanti insieme, Gesù sarà con noi. Per amore di Gesù abbiamo presa questa croce; per amore di Gesù continuiamo a restare sulla croce. Sarà il nostro aiuto, colui che è nostra guida e ci precede. Ecco, il nostro re va avanti a noi, ed egli combatterà per noi. Seguiamolo con coraggio e nessuno si lasci vincere dalla paura; siamo pronti a morire da forti in battaglia, né «arrecheremo macchia alla nostra gloria» (1 Macc., IX, 10) col fuggire lontano dalla croce.
