Padre nostro, libera il pane dei popoli dalla logica della guerra
Preghiera originale per le popolazioni colpite dalla fame, per il trasporto sicuro degli alimenti e per quanti hanno responsabilità nelle decisioni di guerra e di pace.
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Nell’Angelus pronunciato in Piazza San Pietro il 1° gennaio 2025, nella solennità di Maria Santissima Madre di Dio e nella LVIII Giornata mondiale della pace, Papa Francesco collega la contemplazione del Natale alla responsabilità di costruire riconciliazione. Il Vangelo dei pastori a Betlemme introduce due nuclei: Gesù, presentato come rivelazione dell’amore di Dio che salva, e il cuore di Maria, che custodisce gli avvenimenti e alimenta la speranza. Il richiamo alle madri ferite dalla violenza rende concreta la condanna della guerra e prepara l’invito a gesti gratuiti di pace e perdono. Dopo l’Angelus, Francesco sviluppa il tema della remissione dei debiti nel contesto del Giubileo: dal perdono dei peccati passa alla richiesta di cancellare o ridurre i debiti dei Paesi più poveri. Ringrazia le iniziative ecclesiali per la pace e quanti operano nel dialogo e nei negoziati, ricordando diversi territori segnati dai conflitti. La lettura offre un percorso unitario fra meditazione evangelica, relazioni personali e responsabilità sociale.
Dopo l’Angelus dell’11 ottobre, il Papa ha chiesto alle parti in conflitto di permettere il trasporto sicuro dei cereali nel Mar Nero, richiamando le conseguenze della guerra sui Paesi più poveri.
Il quinto convegno nazionale della pastorale marittima ha collegato guerre, rotte interrotte e condizioni di chi vive e lavora sul mare, indicando nell’assistenza e nelle reti internazionali una via concreta di pace.

Analisi storica del rapporto tra i cristiani dei primi tre secoli, il servizio militare e la partecipazione alla guerra, esaminando le fonti storiche, le prime regole canoniche e le testimonianze di martiri come Marino e Massimiliano.
Nell’Angelus pronunciato in Piazza San Pietro il 5 gennaio 2025, papa Francesco commenta il Vangelo di Giovanni presentando Gesù, Verbo fatto carne, come luce che le tenebre non possono vincere. Attraverso gli incontri e le difficoltà narrati nel contesto del Natale, sottolinea un amore divino che raggiunge le persone senza lasciarsi fermare da chiusure, povertà e divisioni. La riflessione diventa un invito concreto: prendere l’iniziativa nella vicinanza a chi soffre, nel perdono, nella compassione e nella riconciliazione, in famiglia e nella società. Il nuovo anno e il Giubileo appena iniziato costituiscono il contesto dell’esortazione a essere messaggeri di speranza. Dopo la preghiera, Francesco saluta diversi gruppi di fedeli e pellegrini, valorizza il lavoro degli insegnanti di religione e rinnova l’appello per la pace. Chiede alla comunità internazionale di tutelare il diritto umanitario e denuncia gli attacchi contro civili, scuole, ospedali e luoghi di lavoro.
La guida raccoglie contributi di numerosi autori per accompagnare il lettore nella comprensione dell’Antico e del Nuovo Testamento. Il percorso integra storia, geografia, archeologia, formazione dei libri, generi letterari, interpretazione teologica e preghiera. L’apertura di Carlo Maria Martini indica nella lectio divina il passaggio decisivo dallo studio alla familiarità orante con la Scrittura. Le sezioni successive sviluppano il tema dell’alleanza, presentano la storia di Israele e il contesto di Gesù, spiegano i metodi esegetici e approfondiscono Cristo, la Chiesa, la morale, Maria e la spiritualità biblica. Un’attenzione specifica è riservata alla lettura ebraica e alle radici giudaiche del cristianesimo. La tesi ricorrente è che la Bibbia vada letta rispettando la sua concreta umanità storica e letteraria, senza ridurla né a cronaca né a raccolta di precetti isolati. La pluralità dei contributi comporta differenze di impostazione e alcune tensioni interne. La lettura è utile per la formazione biblica e pastorale, purché si distinguano insegnamenti ecclesiali, ipotesi degli studiosi e valutazioni personali degli autori.
Nel terzo anniversario degli attacchi del 7 ottobre 2023, il presidente del World Jewish Congress Ronald S.
Ricevendo i membri del Bizot Group, il Papa riflette sul tema della materialità e affida ai musei il compito di custodire opere, storie e incontri fra generazioni.
Ricevendo i vescovi della Chiesa di Antiochia dei Greco-Melkiti, il Papa ha indicato nel Sinodo un servizio alla comunione e ha richiamato la testimonianza cristiana in Medio Oriente e nella diaspora.
Dopo l’Angelus dell’11 ottobre, il Papa ha comunicato che il nodulo è stato individuato in fase molto iniziale e ben localizzato. L’operazione è programmata nei prossimi giorni.
Il sostegno coprirà le rette scolastiche e universitarie di giovani appartenenti a famiglie bisognose. Il progetto, affidato al Dicastero per le Chiese Orientali, collega educazione, permanenza e presenza cristiana in Medio Oriente.
Mirjana Spoljaric è stata ricevuta in Vaticano il 9 ottobre. Il Comitato internazionale della Croce Rossa richiama la tutela dei civili e l’iniziativa sostenuta da 122 Stati, fra cui la Santa Sede.
Una preghiera di Elena Guerra per prepararsi alla Confessione, che invoca lo Spirito Santo e l’intercessione di Maria.
Preghiera originale per il Sinodo greco-melkita, per le comunità orientali e per quanti cercano riconciliazione e pace nelle terre ferite dalla guerra.
Preghiera originale per bambini, giovani, famiglie, insegnanti e comunità cristiane di Libano, Siria e Iraq, segnate da guerra e instabilità.
Riflessione esegetica originale sulla comunità di Antiochia: il Vangelo oltre i confini, il discernimento di Barnaba, la formazione e un nome riconoscibile nella vita.
Preghiera originale per artisti, artigiani, restauratori, studiosi, direttori e lavoratori dei musei, perché la bellezza serva la verità e la persona.
Riflessione esegetica originale sulla pace donata da Cristo, che riconcilia con Dio e crea un popolo nuovo senza cancellare le differenze.
La commissione per l’educazione ecumenica ha esaminato programmi regionali, partecipazione giovanile e due reti di studio promosse da donne indigene e studiose ortodosse.